Essere un tour operator che lavora nel cicloturismo oggi significa stare su una linea sottile tra passione e impresa. Da una parte c’è l’amore per il territorio, per i viaggi lenti, per le persone che arrivano da lontano con il desiderio di scoprire l’Italia pedalando. Dall’altra c’è un mercato che cresce, cambia velocemente e chiede professionalità, visione e capacità di adattarsi.
Negli ultimi anni il cicloturismo non è più una nicchia romantica per pochi appassionati: è diventato un settore turistico strutturato, con una domanda sempre più informata ed esigente. I viaggiatori cercano esperienze autentiche, ma anche servizi affidabili, itinerari ben costruiti, assistenza, storytelling. In questo scenario il tour operator non è solo chi vende un pacchetto: è un interprete del territorio, un mediatore tra desideri e realtà.

Come farsi conoscere?
Le sfide non mancano. Farsi conoscere in un mare di offerte online, capire cosa vuole davvero il pubblico, distinguersi senza snaturarsi, costruire reti locali solide con strutture ricettive, noleggiatori, guide, enti territoriali. Tutto questo mentre il settore cresce e si professionalizza, rendendo sempre più evidente che improvvisare non basta più.
Ed è qui che entra in gioco la Fiera del Cicloturismo. Ogni anno sempre più tour operator scelgono di esserci, e non è un caso: la Fiera non è una semplice vetrina commerciale, ma uno spazio in cui il settore si racconta, si confronta e si riconosce. È uno dei pochi momenti in cui l’offerta incontra direttamente una domanda già consapevole: persone che sono lì perché vogliono viaggiare in bicicletta.
Questo fa una differenza enorme. Parlare con un pubblico così specifico permette ai tour operator di testare le proprie proposte, capire cosa funziona, quali destinazioni incuriosiscono di più, quali formule vengono percepite come davvero interessanti. È un’occasione per ascoltare, prima ancora che per vendere.

Fare rete: un valore aggiunto
C’è poi un altro aspetto che spesso viene sottovalutato: il network. Alla Fiera del Cicloturismo si incontrano altri tour operator, ma anche territori, ciclovie, enti del turismo, noleggiatori, strutture ricettive, progettisti di percorsi. È uno spazio dove nascono collaborazioni che difficilmente prenderebbero forma dietro uno schermo. Parlarsi dal vivo, condividere esperienze, scoprire che qualcuno sta lavorando su un tratto di ciclovia che potrebbe diventare il prossimo itinerario di un viaggio organizzato, è parte integrante della crescita di un’impresa turistica.
Partecipare significa anche posizionarsi: dichiarare di far parte di un settore che crede nella qualità, nella sostenibilità, nella cultura del viaggio lento. Vuol dire mostrarsi come operatori che non si limitano a vendere, ma che costruiscono esperienze con una visione più ampia. Questo rafforza la reputazione, aumenta la fiducia e rende più riconoscibile il proprio brand.
Negli anni si è visto chiaramente: i tour operator che tornano in Fiera lo fanno perché ne traggono valore. Non solo in termini di contatti e potenziali clienti, ma anche di idee, ispirazioni, nuove direzioni. Ogni edizione è un punto di osservazione privilegiato su come evolve il cicloturismo in Italia e in Europa. Capire quali territori investono, quali temi emergono, come cambia il linguaggio del viaggio in bici è fondamentale per non restare fermi mentre il mondo intorno si muove.

Opportunità internazionali
Un elemento chiave della Fiera del Cicloturismo è la sua forte dimensione internazionale, che offre a tour operator e professionisti del settore occasioni concrete per espandere il proprio business oltre i confini nazionali. Una dimostrazione concreta di questo è il workshop del cicloturismo, pensato appositamente per creare connessioni tra buyer e seller di tutto il mondo.
Si tratta di incontri 1:1 tra operatori internazionali e italiani, strutturati tramite una piattaforma di matchmaking, dove professionisti e tour operator possono instaurare nuove collaborazioni, esplorare mercati esteri e scoprire opportunità di crescita nel settore dei viaggi in bicicletta.
Questa apertura internazionale si riflette anche nella partecipazione alla Fiera stessa, dove tour operator provenienti da oltre 20 Paesi, tra cui Stati Uniti, Regno Unito, Spagna, Repubblica Ceca, Italia, Polonia, Norvegia, Svizzera, Turchia, Albania, Paesi Bassi, Andorra, Austria, Germania, Belgio, Slovenia, Svezia, Canada, India, Singapore, Lituania e Slovacchia, si confrontano direttamente con territori, enti turistici e fornitori di servizi, confermando l’importanza globale dell’evento.

Crescere insieme
Crescere come tour operator oggi non significa solo aumentare il numero di pacchetti venduti. Significa migliorare la qualità delle relazioni, affinare la proposta, rendere il proprio lavoro più consapevole e più solido. Significa uscire dal proprio perimetro quotidiano e confrontarsi con una comunità più ampia che condivide gli stessi obiettivi.
La Fiera del Cicloturismo è uno di quei rari luoghi in cui tutto questo accade nello stesso tempo: pubblico interessato, operatori del settore, territori, progetti, visioni. Per questo non è solo una fiera, ma un laboratorio aperto sul futuro del cicloturismo.
E se ogni anno sempre più tour operator decidono di esserci, è perché hanno capito che non si tratta solo di partecipare a un evento, ma di investire nella propria crescita. Professionale, culturale e anche umana. Perché il cicloturismo, prima ancora che un mercato, è una comunità in movimento. E crescere insieme è l’unico modo per andare davvero lontano.
E tu, ci sarai?

