Alla scoperta dell’Anello dei Parchi Lucani in bici insieme a Sergio Borroni
Stretta tra Tirreno e Ionio, la Basilicata è una regione spesso dimenticata, e proprio per questo sorprendente. Montuosa, silenziosa, solitaria, questa terra del Sud Italia conserva borghi in equilibrio sulle colline, paesaggi che sembrano usciti da un racconto di Carlo Levi e parchi naturali tra i più estesi e intatti del Paese. Un piccolo gioiello ancora tutto da scoprire – soprattutto per chi ama viaggiare lentamente.
Tra le sue meraviglie naturalistiche, spicca un itinerario cicloturistico d’eccezione: l’Anello dei Parchi Lucani, un percorso impegnativo ma appagante di 750 chilometri e 14.000 metri di dislivello positivo, che attraversa quattro parchi naturali e tocca le località più iconiche della regione. Ed è proprio questo anello il protagonista del viaggio raccontato da Sergio Borroni.
La tarantella lucana di Sergio Borroni

Sergio Borroni, con il suo inconfondibile stile narrativo fatto di ironia, fatica e poesia, ha intrapreso un viaggio in bicicletta in compagnia dei fratelli Cillufo, Antonio e Salvatore, decidendo di affrontare la Lucania a pedali. Il viaggio inizia a Sapri, dove li lascia il treno. Da qui parte una lunga cavalcata che attraversa coste vertiginose, parchi appenninici, borghi fantasma, altipiani solitari e città millenarie.
Il tono è sempre leggero, ma la fatica è vera: salite a doppia cifra, guasti meccanici, freni in crisi e pedalate sotto la pioggia. Il tutto compensato da incontri genuini, paesaggi incantevoli, prodotti tipici locali e una straordinaria umanità.
Il racconto di Sergio dell’Anello dei Parchi Lucani

«Tutto è iniziato per caso, camminando tra gli stand della Fiera del Cicloturismo. Mi è capitato tra le mani un interessantissimo libretto scritto da Palmarosa Fuccella: L’Anello dei Parchi Lucani in bicicletta. È stato quel libro, essenziale ma esaustivo, con le sue descrizioni appassionate e ricche di dettagli e riferimenti storici, a farmi decidere di partire, a voler scoprire con i miei occhi quella Basilicata autentica e un po’ nascosta che, e lo dico con un po’ di vergogna, io fino a ieri conoscevo pochissimo.
Si passa dalle alte cime del Pollino, spesso solitarie e silenziose, ai calanchi argillosi, dalle foreste fitte di faggi ai paesi aggrappati alle rocce. In Basilicata il turismo non ha ancora omologato tutto. Nei paesi si trova ancora il bar che apre la mattina presto per i lavoratori, il vecchio che ti osserva curioso mentre sistemi le borse sulla bici, il ristorantino con pochi piatti ma tutti genuini. Qui è ancora normale la semplicità.
Con i miei due compagni di viaggio, i fratelli Cilluffo, Salvatore ed Antonio, collaudate presenze in altri cicloviaggi, abbiamo completato il giro ad anello seguendo fedelmente il percorso suggerito dalla Fuccella.
L’itinerario collega alcuni dei principali parchi naturali lucani: il Parco Nazionale del Pollino, che è la più grande area protetta d’Italia, il Parco regionale di Gallipoli Cognato e delle Piccole Dolomiti Lucane, il Parco della Murgia Materana, il parco di Volture e il parco dell’appennino Lucano Val d’Agri.

Il percorso è un continuo cambio di paesaggi e suggestioni. In mezzo ci sono borghi che sembrano sospesi: Pomarico, Pietrapertosa, Colobraro … luoghi dove anche solo sedersi a un bar e chiacchierare con chi ci vive può diventare il momento più bello della giornata. Ogni borgo ha una sua storia, una sua luce particolare al tramonto, un suo silenzio. Ovviamente si passa anche da Matera, saggiamente inclusa nel percorso, che meriterebbe una trattazione a parte. Di tutto il percorso è l’unica città ormai decisamente votata al turismo. E con buone ragioni.»
Il Video
Tappe e itinerario: l’anello completo
Ecco un riassunto delle principali tappe del percorso seguito da Sergio:
- Sapri – Maratea
Via panoramica sulla costa tirrenica fino alla statua del Redentore. - Parco Nazionale dell’Appennino Lucano
Lago Sirino e ciclovia sulla ex ferrovia Calabro Lucana, tra ponti e gallerie. - Parco Nazionale del Pollino
Soste a Lauria e Viggianello, con le loro salite senza fine. - Monte Volturino – Acquatremola (1445 m)
Una delle cime più dure del giro, tra boschi e fontane glaciali. - Colobraro – Montalbano Ionico – Craco
Paesi leggendari e paesaggi lunari dei calanchi lucani. - Matera
La “città della vergogna” divenuta patrimonio UNESCO. Tappa obbligata e emozionante. - Grassano – Dolomiti Lucane – Accettura – Stigliano
Salite impegnative e il bosco incantato descritto da Carlo Levi. - Venosa – Melfi
Tra resti romani, chiese incompiute e castelli normanni, alla scoperta della Lucania storica. - Potenza – Sarconi – ritorno a Sapri
Ultime salite e una lunga discesa tra ginestre e silenzi fino al mare.
Consigli e suggerimenti per chi vuole provarci

Per chi volesse impegnarsi nel giro, Sergio Borroni sottolinea che l’organizzazione logistica non è complicata: ci sono strutture ricettive semplici ma accoglienti, spesso a conduzione familiare con prezzi decisamente ragionevoli.
- Bici: un mezzo ben rapportato (i dislivelli ci sono), borse leggere e soprattutto la voglia di adattarsi.
- Il meteo in Basilicata può cambiare abbastanza rapidamente, specie in primavera e inizio autunno, che restano comunque i periodi migliori. L’acqua si trova con facilità, così come piccole trattorie o negozi per il cibo quotidiano.
- Allenamento: 750 km e 14.000 metri di dislivello non sono uno scherzo. Serve un buon livello di preparazione fisica.
- Periodo consigliato: maggio è l’ideale. Evitate l’estate, troppo calda e secca.
- Cibo: assaggiate tutto. Salumi, formaggi, gassose locali, piatti tipici. Ogni tappa è una scoperta gastronomica.
- Treni: potete iniziare e finire il percorso sfruttando le tratte ferroviarie fino a Sapri o Potenza.
È un viaggio che Sergio consiglia a chi vuole:
- scoprire un’Italia meno conosciuta: fatta di paesi piccoli, persone accoglienti, cibo semplice e saporito.
- Prendersi del tempo: qui non si corre, si viaggia;
- Vivere la natura senza filtri: i parchi sono ancora ambienti autentici, non parchi giochi turistici.
Un viaggio fuori dal tempo

Quello raccontato da Sergio Borroni non è solo un viaggio in bicicletta, ma un’immersione nella storia, nella geografia e nell’anima di una terra schiva e generosa. L’Anello dei Parchi Lucani è molto più di un itinerario cicloturistico: è un’esperienza che intreccia natura e cultura, sudore e contemplazione, imprevisti e meraviglia.
E quando, dopo centinaia di chilometri, si ritorna a vedere il Golfo di Sapri tra le nuvole, la sensazione è quella di aver danzato davvero una lunga tarantella lucana – faticosa, affascinante, indimenticabile.

