C’è un nuovo standard secondo cui si possono certificare anche le ciclovie, e la prima che ha rispettato tutti gli i criteri del Global Sustainable Tourism Council (GSTC) si trova in Veneto. La Ciclovia Treviso–Ostiglia rappresenta oggi un caso emblematico di come la sostenibilità possa diventare un fattore competitivo e strutturale per il turismo, in particolare per il cicloturismo, sempre più centrale nelle strategie di sviluppo dei territori.
Questo riconoscimento internazionale non è un episodio isolato, ma si inserisce in un contesto nazionale e regionale in forte evoluzione, in cui il turismo sostenibile e lento sta assumendo un ruolo strategico sia dal punto di vista economico sia sociale.

Turismo sostenibile in crescita in Italia
Negli ultimi anni il turismo in Italia ha rafforzato il proprio ruolo di motore di crescita economica e sociale, con un’evoluzione sempre più orientata alla sostenibilità come leva strategica di sviluppo. Secondo dati recenti di ENIT, il settore è in espansione sia in termini di presenze sia di impatto economico: nel 2025 il turismo ha generato un contributo al PIL pari a 237,4 miliardi di euro e, nei primi mesi dell’anno, le presenze hanno superato i 268 milioni, con una crescita significativa nelle destinazioni minori e nei territori rurali. Il comparto impiega inoltre oltre 3,2 milioni di persone, confermando il valore del turismo sostenibile e lento (inclusi mobilità dolce e cicloturismo) come fattore chiave per lo sviluppo dei territori.
Questa dinamica riflette una trasformazione strutturale dell’esperienza turistica. Secondo l’ultimo rapporto sul turismo diffuso in Italia di GetYourGuide, oggi i flussi raggiungono oltre il 95% delle province italiane, favorendo una distribuzione più equilibrata, con soggiorni più lunghi e una spesa media elevata. Parallelamente, crescono gli sforzi istituzionali e privati per integrare criteri di sostenibilità nelle pratiche turistiche, anche attraverso l’adozione di standard internazionali.

Il Veneto all’avanguardia: dati e strategie
A livello territoriale, il Veneto si distingue come uno dei poli turistici più performanti nel Paese, con performance che riflettono non solo crescita quantitativa ma anche qualità dell’esperienza. Secondo i dati ufficiali, la regione ha segnato un nuovo record nel 2024 con oltre 21 milioni di arrivi e 73 milioni di presenze, segnali di un trend positivo che vede il turismo internazionale in aumento.
Il percorso regionale verso un turismo più responsabile è stato al centro della terza edizione del Forum nazionale sul turismo sostenibile e i patrimoni dell’umanità, ospitato nelle colline del Prosecco di Conegliano e Valdobbiadene. In quell’occasione è stato presentato il “Rapporto Strategico sul Turismo Sostenibile 2025”, secondo cui l’Italia è diventata la seconda destinazione più visitata dell’Unione Europea, superando la Francia per numero di presenze. Il Veneto, in particolare, ha mostrato tassi di crescita superiori alla media nazionale.
La certificazione GSTC della Ciclovia Treviso–Ostiglia rappresenta quindi un punto di svolta: un’infrastruttura cicloturistica che diventa benchmark internazionale per gestione responsabile dell’esperienza turistica. Un modello che rafforza il ruolo del Veneto come territorio guida e che apre la strada a nuove certificazioni e investimenti nel cicloturismo sostenibile.
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Verso una sostenibilità integrata: il cicloturismo
Il Rapporto strategico presentato al Forum conferma che la sostenibilità non è più un concetto astratto, ma un vero modello operativo per rendere il turismo italiano più competitivo, inclusivo e rispettoso dei territori. Tra le strategie individuate ci sono la creazione di itinerari esperienziali, la valorizzazione delle risorse naturali e culturali, la digitalizzazione dei territori e la promozione di pratiche che riducano l’impatto ambientale.
Tutti elementi che si integrano perfettamente con le esigenze del cicloturismo, che punta a esperienze lente, immersive e distribuite lungo percorsi meno affollati, spesso nelle destinazioni minori o rurali.
In questo contesto la Fiera del Cicloturismo e il suo workshop dedicato agli operatori del settore assumono un ruolo chiave: non solo come occasione di confronto, ma come piattaforma per promuovere modelli di viaggio responsabili e resilienti, in linea con la crescente domanda di esperienze che rispettino il territorio e favoriscano una distribuzione più equa dei flussi turistici.

