Bici e vino si somigliano più di quanto sembri. Tutti e due chiedono tempo, premiano la lentezza e raccontano un territorio meglio di qualsiasi guida. Per questo sempre più cicloturisti scelgono le zone vitivinicole come meta del loro viaggio, e sempre più territori del vino si organizzano per accoglierli con percorsi segnalati, noleggi, guide e cantine aperte a chi arriva in sella.

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ToggleLeggere il paesaggio a velocità umana
In bicicletta il paesaggio del vino si capisce meglio. Si sentono nelle gambe le pendenze dei versanti, si nota come cambia l’esposizione da una collina all’altra, si vede il colore della terra sotto i filari. Il geologo Stefano Farinelli chiama questo modo di viaggiare enogeoturismo: un turismo che legge il vino attraverso il suolo e la geologia da cui nasce. La bici, in più, impone soste frequenti, e ogni sosta può diventare una visita in cantina, un pranzo in agriturismo o una passeggiata in un borgo. L’arrivo delle ebike ha fatto il resto, aprendo anche a chi non è allenato colline che prima sembravano fuori portata.
C’è poi il tema della stagione. I periodi migliori per pedalare tra i vigneti sono la primavera, quando le colline si riempiono di verde, e l’autunno, quando con la vendemmia le cantine vivono il momento più intenso dell’anno e i filari si colorano di giallo e di rosso. Sono due stagioni che permettono ai territori di allungare il calendario turistico ben oltre l’estate.

Alcuni esempi, dalle Langhe al Prosecco
In Piemonte uno dei progetti più riusciti è Bar to Bar, un anello di 124 chilometri tra le vigne del Barolo e del Barbaresco, che parte e arriva ad Alba in sette tappe e si può percorrere a piedi o in bici. In Veneto le Colline del Prosecco di Conegliano Valdobbiadene, patrimonio UNESCO, sono diventate una delle destinazioni più richieste: qui operatori come Treviso.bike costruiscono tour tra vigneti, cantine e strutture ricettive del territorio, insieme a guide locali. Sempre in Veneto, WineBikeLoop propone escursioni in ebike con degustazioni in cantine, frantoi e agriturismi, e sta sviluppando nuovi percorsi lungo il Po.
In Toscana le strade bianche dell’Eroica attraversano il Chianti e arrivano fino a Montalcino, unendo la storia del ciclismo a quella del Chianti Classico e del Brunello. In Sicilia, sulle pendici dell’Etna si pedala tra Linguaglossa, Castiglione di Sicilia e Randazzo, lungo la Strada del Vino dell’Etna: vigneti su terreni vulcanici, quote importanti e panorami che arrivano fino al mare.

Più forti insieme
Questi esempi hanno una cosa in comune: dietro ogni itinerario che funziona c’è una rete di soggetti diversi che hanno deciso di collaborare. Ci sono enti pubblici che tracciano e segnalano i percorsi, consorzi e cantine che aprono le porte ai ciclisti, tour operator che costruiscono pacchetti, strutture ricettive che offrono servizi pensati per chi viaggia in bici, come il deposito sicuro, la ricarica delle e-bike o il trasporto bagagli. Messi insieme, questi soggetti creano un prodotto turistico che da soli non riuscirebbero a offrire.
La Fiera del Cicloturismo nasce proprio per favorire questi incontri. Dal 19 al 21 marzo 2027 a Padova Fiere si ritrovano territori, operatori, aziende e appassionati: tre giorni per scoprire nuove destinazioni, confrontarsi con chi lavora nel settore e creare le collaborazioni da cui nasceranno i prossimi itinerari tra i vigneti.
Chi vuole partire può raccogliere idee e informazioni direttamente da chi quei territori li conosce e li vive ogni giorno. Chi lavora nel turismo può trovare nuovi partner e costruire insieme proposte che portino sempre più persone a scoprire l’Italia del vino in bicicletta.

