È difficile prevedere con certezza chi saranno i cicloturisti dei prossimi anni e quali territori sceglieranno. I dati raccolti nell’ultimo anno, però, indicano alcune direzioni abbastanza nette, e chi deve decidere oggi dove investire in prodotto, servizi e promozione può ragionare su quelle. Il cicloturismo italiano vale 49 milioni di presenze e 6,4 miliardi di euro di impatto economico sulle destinazioni, secondo il sesto Rapporto Isnart-Unioncamere e Legambiente. La domanda utile ora è dove si sta concentrando questa domanda e come sta cambiando la persona che la genera.
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ToggleLe regioni che stanno costruendo un vantaggio
Il Cycle Tourism Index, realizzato da Bikenomist con Komoot analizzando le attività ciclistiche registrate in 14 Paesi europei, misura la presenza reale di ciclisti stranieri regione per regione. Il primo posto va al Trentino-Alto Adige con 52,1 punti, settimo in Europa e unica regione italiana stabilmente nella top ten continentale. Seguono Sardegna (32,83) e Liguria (25,79), poi Toscana, Friuli Venezia Giulia e Veneto.
Il dato del Trentino trova conferma a terra: nel 2025 le ciclabili provinciali hanno registrato oltre tre milioni di transiti, con il picco di 805.339 passaggi al contapersone del Linfano. Dove l’infrastruttura è continua e monitorata, i flussi arrivano e si possono contare, e questo è il vantaggio che si accumula nel tempo.
Più in basso in classifica ci sono due risultati che invitano a rivedere qualche pregiudizio: la Sicilia supera la Lombardia e la Calabria si posiziona davanti all’Emilia-Romagna. Sono territori con quote ancora piccole in valore assoluto, e con margini di crescita che le destinazioni consolidate non hanno più.

Il calendario conta quanto la geografia
Lo stesso indice mostra che ogni territorio ha una propria curva stagionale, e questa è l’informazione più operativa per costruire un’offerta. Il Trentino-Alto Adige tiene tutto l’anno. Sardegna e Liguria continuano ad attrarre ciclisti anche fuori dai mesi estivi. Anche la Toscana ha un profilo equilibrato, mentre Friuli Venezia Giulia e Veneto concentrano i picchi tra primavera ed estate.
Le regioni meridionali esprimono la loro attrattività soprattutto nelle mezze stagioni, con l’autunno come momento più forte. Per il Sud la finestra su cui vale la pena investire in prodotto, comunicazione e apertura delle strutture è quella di settembre e ottobre, quando il cicloturista straniero cerca clima mite e strade libere.

I profili che crescono più in fretta
Se serve un indizio su chi saranno i clienti dei prossimi anni, la velocità con cui alcuni segmenti si sono mossi in dodici mesi è il migliore disponibile. Le donne sono passate dal 29,7% al 47,1% dei cicloturisti, e gli under 30 sono quasi raddoppiati, dal 9,3% al 17,3%. Sono due pubblici che chiedono servizi diversi da quelli pensati per il ciclista sportivo maschio e adulto: sicurezza percepita lungo il percorso, tappe più brevi, trasporto bagagli e collegamenti ferroviari affidabili per le prime, contenuto esperienziale e condivisibilità per i secondi.
Anche la capacità di spesa smentisce l’immagine del viaggiatore in bici a basso budget. Nel 2025 la spesa media giornaliera è stata di 69 euro per l’alloggio e 91 euro per beni e servizi, in crescita rispetto ai 65 e 70 euro dell’anno precedente, con 22 euro di ristorazione, 10 euro di prodotti tipici e 17 euro di servizi wellness al giorno.
Il modo in cui questo pubblico compra è digitale: sei cicloturisti su dieci scelgono online e uno su due condivide l’esperienza sui social. Quest’estate, secondo l’Osservatorio Confturismo-Confcommercio con SWG, oltre 11 milioni di italiani hanno usato la bici in vacanza, e di questi 6,6 milioni l’hanno noleggiata in destinazione, 1,1 milioni in più rispetto all’anno precedente. La crescita passa in larga parte dal servizio che il territorio riesce a offrire sul posto.

Il posto dove i prossimi anni si vedono prima
I numeri fotografano quello che è già accaduto. Per capire dove sta andando il mercato serve stare nella stanza in cui le decisioni si prendono, ascoltare cosa chiedono i buyer internazionali, vedere quali territori stanno presentando prodotto nuovo e parlare con i viaggiatori mentre scelgono la meta.
È la funzione della Fiera del Cicloturismo di Padova, l’unico appuntamento italiano interamente verticale sulle vacanze in bicicletta. L’edizione 2026 ha chiuso con 27.000 visitatori e 268 espositori e co-espositori da 20 Paesi, in crescita del 67,5% sull’anno precedente. Il pubblico è qualificato: il 72% dei visitatori aveva già fatto almeno una vacanza in bici e l’81% ha scelto e pianificato la prossima meta durante i giorni dell’evento. La giornata riservata agli operatori ha generato oltre mille appuntamenti programmati con 48 buyer internazionali.
La sesta edizione si terrà a Padova dal 19 al 21 marzo 2027, con la giornata di venerdì interamente dedicata al B2B: oltre 60 buyer da tutto il mondo e un’agenda di incontri con destinazioni, tour operator e strutture ricettive. Le tariffe early bird per gli spazi espositivi restano bloccate fino al 30 novembre 2026. Compila il modulo per scoprire i pacchetti.

