10 cose che (forse) non conosci della Calabria

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Spesso raccontata per stereotipi o associata a cliché da cartolina, la Calabria è in realtà una delle regioni più sorprendenti, selvagge e meno battute d’Italia. Antica, autentica, generosa di natura e silenzi. Un territorio che si svela solo a chi sa guardare con occhi attenti, e che in sella a una bicicletta può regalare esperienze indimenticabili.

Ecco dieci cose che forse non conosci di questa terra aspra e bellissima.

10 cose che non sai sulla Calabria, crediti Paolo Ciaberta
crediti P.Ciaberta, Calabria

1. La Calabria ospita ben quattro Parchi Nazionali

È l’unica regione italiana ad avere quattro parchi nazionali: Aspromonte, Sila, Pollino (condiviso con la Basilicata) e Serre. In pochi chilometri si passa da montagne innevate a foreste profonde, canyon, cascate e altipiani che sembrano sospesi nel tempo. Un patrimonio naturale di straordinaria ricchezza, attraversabile in bici con percorsi spettacolari e poco affollati, ideali per chi cerca natura autentica e silenzio.

Calabria Parco dell'Aspromonte

2. La Ciclovia dei Parchi è un itinerario d’eccellenza

545 chilometri lungo strade secondarie, tra altopiani, foreste, crinali e borghi di pietra. La Ciclovia dei Parchi è un esempio virtuoso di cicloturismo sostenibile. Attraversa tutte le aree protette della regione e offre un viaggio lento e profondo nel cuore più verde della Calabria. Un’esperienza immersiva, lontana dal turismo mordi e fuggi.

Ciclovia dei Parchi della Calabria, Aspromonte, crediti Paolo Ciaberta
Aspromonte, crediti Paolo Ciaberta

3. 700 km di costa e tratti ancora intatti

Calabria San Nicola Arcella Arco Magno
San Nicola Arcella Arco Magno

La Calabria è bagnata da due mari e vanta oltre 700 km di costa tra Tirreno e Ionio. Ma oltre le località più conosciute, si aprono baie dimenticate, borghi di pescatori e promontori spettacolari dove pedalare tra vento e salsedine. Perfetta per chi ama abbinare le tappe in bici a una sosta sul mare, lontano dal caos, in scenari di grande fascino naturale.

4. Una biodiversità che sorprende a ogni curva

Grazie alla sua varietà di altitudini e microclimi, la Calabria ospita una biodiversità eccezionale: dai pini larici secolari della Sila ai rapaci che solcano i cieli del Pollino, dai lupi dell’Aspromonte alle rare orchidee selvatiche. I “Giganti della Sila”, pini ultracentenari alti oltre 40 metri, sono una tappa imperdibile per chi ama unire la bici al trekking e alla fotografia naturalistica.

5. Formaggi antichi, caseifici artigianali e sapori autentici

Formaggi della Calabria, crediti Paolo Ciaberta
crediti Paolo Ciaberta

La Calabria è un paradiso per chi pedala con l’appetito giusto. Dalla Sila al Monte Poro, la produzione casearia è ancora fatta a mano e racconta una cultura radicata nel territorio. Il caciocavallo silano DOP, il butirro, i pecorini affinati nelle grotte: ogni formaggio è il frutto di saperi antichi, spesso tramandati in piccoli casari a conduzione familiare. Una sosta qui vale quanto una tappa.

6. Il Codex Purpureus di Rossano: un capolavoro UNESCO

Pedalando lungo la costa ionica si può fare tappa a Rossano, dove si trova uno dei vangeli più antichi al mondo: il Codex Purpureus Rossanensis, del V secolo d.C., riconosciuto dall’UNESCO come Memoria del Mondo. Un luogo che racconta il profondo legame della Calabria con la cultura bizantina, e che svela il volto colto e spirituale della regione.

7. Architetture all’avanguardia nel cuore del Pollino

Calabria: Santa Maria Goretti a Mormanno, crediti Duccio Malagamba
Santa Maria Goretti a Mormanno, crediti Duccio Malagamba

Forse lo conosci già, ma noi – come tanti – no: Mario Cucinella, uno degli architetti italiani più apprezzati a livello internazionale (sua la firma del Padiglione Italia all’Expo di Osaka e del nuovo HQ Unipol a Milano in piazza Gae Aulenti), ha realizzato due opere straordinarie nel Parco del Pollino. La prima è la Catasta del Pollino, un centro polifunzionale a Campotenese pensato come porta d’accesso al parco e simbolo di architettura sostenibile perfettamente integrata nel paesaggio. La seconda è la chiesa di Santa Maria Goretti a Mormanno: un’architettura contemporanea e poetica, capace di dialogare con la tradizione e la spiritualità del luogo. Un motivo in più per esplorare l’entroterra calabrese con occhi nuovi.

8. Perfetta per chi ama il turismo lento e profondo

In bici in Calabria crediti Paolo Ciaberta
crediti Paolo Ciaberta

Cammini, ciclovie, antiche ferrovie, piccoli agriturismi bike-friendly: la Calabria è un laboratorio a cielo aperto per un turismo lento e responsabile. Qui la bici è un mezzo privilegiato per entrare in relazione con le persone e con i luoghi, riscoprendo il valore del tempo, delle stagioni e dei racconti raccolti lungo la strada.

9. Una cucina che va oltre la ‘nduja

Cibo Calabro crediti Paolo Ciaberta
crediti Paolo Ciaberta

La ‘nduja è famosa, ma è solo l’inizio. La cucina calabrese è una miniera di tradizioni locali, ricette antiche, influenze arabe, greche, spagnole e francesi. Peperoncino, conserve, pani rituali, dolci legati alle feste e ai cicli agricoli: ogni territorio ha le sue peculiarità. Ideale per chi ama esplorare anche con il palato, tappa dopo tappa.

10. I borghi calabresi rinascono anche grazie alla bici

Borghi nel Pollino, crediti Paolo Ciaberta
Borghi nel Pollino, crediti Paolo Ciaberta

Molti borghi calabresi, spopolati per decenni, stanno conoscendo una nuova vita grazie al cicloturismo e all’ospitalità diffusa. Da Badolato a Morano Calabro, da Riace a Civita, si riscopre la bellezza dell’accoglienza, della lentezza e dell’incontro. Sempre più giovani tornano a investire sul territorio, e sempre più viaggiatori scelgono la bici come filo conduttore di un turismo autentico e trasformativo.

Calabria: la meta da scoprire su due ruote

La Calabria non si concede subito. Ma chi la attraversa in bici, con rispetto e curiosità, scoprirà un’Italia diversa: profonda, intensa, accogliente. Una terra che non si dimentica, e che ti regala, ad ogni curva, qualcosa che non ti aspettavi.

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