Spesso raccontata per stereotipi o associata a cliché da cartolina, la Calabria è in realtà una delle regioni più sorprendenti, selvagge e meno battute d’Italia. Antica, autentica, generosa di natura e silenzi. Un territorio che si svela solo a chi sa guardare con occhi attenti, e che in sella a una bicicletta può regalare esperienze indimenticabili.
Ecco dieci cose che forse non conosci di questa terra aspra e bellissima.

1. La Calabria ospita ben quattro Parchi Nazionali
È l’unica regione italiana ad avere quattro parchi nazionali: Aspromonte, Sila, Pollino (condiviso con la Basilicata) e Serre. In pochi chilometri si passa da montagne innevate a foreste profonde, canyon, cascate e altipiani che sembrano sospesi nel tempo. Un patrimonio naturale di straordinaria ricchezza, attraversabile in bici con percorsi spettacolari e poco affollati, ideali per chi cerca natura autentica e silenzio.

2. La Ciclovia dei Parchi è un itinerario d’eccellenza
545 chilometri lungo strade secondarie, tra altopiani, foreste, crinali e borghi di pietra. La Ciclovia dei Parchi è un esempio virtuoso di cicloturismo sostenibile. Attraversa tutte le aree protette della regione e offre un viaggio lento e profondo nel cuore più verde della Calabria. Un’esperienza immersiva, lontana dal turismo mordi e fuggi.

3. 700 km di costa e tratti ancora intatti

La Calabria è bagnata da due mari e vanta oltre 700 km di costa tra Tirreno e Ionio. Ma oltre le località più conosciute, si aprono baie dimenticate, borghi di pescatori e promontori spettacolari dove pedalare tra vento e salsedine. Perfetta per chi ama abbinare le tappe in bici a una sosta sul mare, lontano dal caos, in scenari di grande fascino naturale.
4. Una biodiversità che sorprende a ogni curva

Grazie alla sua varietà di altitudini e microclimi, la Calabria ospita una biodiversità eccezionale: dai pini larici secolari della Sila ai rapaci che solcano i cieli del Pollino, dai lupi dell’Aspromonte alle rare orchidee selvatiche. I “Giganti della Sila”, pini ultracentenari alti oltre 40 metri, sono una tappa imperdibile per chi ama unire la bici al trekking e alla fotografia naturalistica.
5. Formaggi antichi, caseifici artigianali e sapori autentici

La Calabria è un paradiso per chi pedala con l’appetito giusto. Dalla Sila al Monte Poro, la produzione casearia è ancora fatta a mano e racconta una cultura radicata nel territorio. Il caciocavallo silano DOP, il butirro, i pecorini affinati nelle grotte: ogni formaggio è il frutto di saperi antichi, spesso tramandati in piccoli casari a conduzione familiare. Una sosta qui vale quanto una tappa.
6. Il Codex Purpureus di Rossano: un capolavoro UNESCO
Pedalando lungo la costa ionica si può fare tappa a Rossano, dove si trova uno dei vangeli più antichi al mondo: il Codex Purpureus Rossanensis, del V secolo d.C., riconosciuto dall’UNESCO come Memoria del Mondo. Un luogo che racconta il profondo legame della Calabria con la cultura bizantina, e che svela il volto colto e spirituale della regione.
7. Architetture all’avanguardia nel cuore del Pollino

Forse lo conosci già, ma noi – come tanti – no: Mario Cucinella, uno degli architetti italiani più apprezzati a livello internazionale (sua la firma del Padiglione Italia all’Expo di Osaka e del nuovo HQ Unipol a Milano in piazza Gae Aulenti), ha realizzato due opere straordinarie nel Parco del Pollino. La prima è la Catasta del Pollino, un centro polifunzionale a Campotenese pensato come porta d’accesso al parco e simbolo di architettura sostenibile perfettamente integrata nel paesaggio. La seconda è la chiesa di Santa Maria Goretti a Mormanno: un’architettura contemporanea e poetica, capace di dialogare con la tradizione e la spiritualità del luogo. Un motivo in più per esplorare l’entroterra calabrese con occhi nuovi.
8. Perfetta per chi ama il turismo lento e profondo

Cammini, ciclovie, antiche ferrovie, piccoli agriturismi bike-friendly: la Calabria è un laboratorio a cielo aperto per un turismo lento e responsabile. Qui la bici è un mezzo privilegiato per entrare in relazione con le persone e con i luoghi, riscoprendo il valore del tempo, delle stagioni e dei racconti raccolti lungo la strada.
9. Una cucina che va oltre la ‘nduja

La ‘nduja è famosa, ma è solo l’inizio. La cucina calabrese è una miniera di tradizioni locali, ricette antiche, influenze arabe, greche, spagnole e francesi. Peperoncino, conserve, pani rituali, dolci legati alle feste e ai cicli agricoli: ogni territorio ha le sue peculiarità. Ideale per chi ama esplorare anche con il palato, tappa dopo tappa.
10. I borghi calabresi rinascono anche grazie alla bici

Molti borghi calabresi, spopolati per decenni, stanno conoscendo una nuova vita grazie al cicloturismo e all’ospitalità diffusa. Da Badolato a Morano Calabro, da Riace a Civita, si riscopre la bellezza dell’accoglienza, della lentezza e dell’incontro. Sempre più giovani tornano a investire sul territorio, e sempre più viaggiatori scelgono la bici come filo conduttore di un turismo autentico e trasformativo.
Calabria: la meta da scoprire su due ruote
La Calabria non si concede subito. Ma chi la attraversa in bici, con rispetto e curiosità, scoprirà un’Italia diversa: profonda, intensa, accogliente. Una terra che non si dimentica, e che ti regala, ad ogni curva, qualcosa che non ti aspettavi.

