Il Cycle Tourism Index 2026 firmato Bikenomist e Komoot rivela le mete preferite dai cicloturisti stranieri. La Croazia guida la classifica, il Trentino-Alto Adige prima regione italiana e settima in Europa. Sardegna e Liguria completano il podio nazionale.
Si è tenuta il 28 marzo 2026 davanti a una sala gremita alla Fiera del Cicloturismo a Padova, la presentazione del Cycle Tourism Index 2026, il nuovo rapporto realizzato da Bikenomist e Komoot che offre una fotografia comparata della capacità delle regioni europee di attrarre cicloturisti stranieri. Il report analizza i dati aggregati delle attività ciclistiche registrate nel 2025 in 14 Paesi europei e introduce, accanto all’indice annuale, quattro indici stagionali per capire non solo dove si concentra il cicloturismo internazionale, ma anche in quali momenti dell’anno i territori risultano più forti.
Il dato che emerge con più forza per l’Italia è netto: il Paese ha territori molto competitivi, ma non si presenta ancora come una destinazione omogenea e compatta sul mercato internazionale del cicloturismo. Nella classifica italiana, infatti, il Trentino-Alto Adige domina con 52,1 punti, seguito da Sardegna con 32,83 e Liguria con 25,79. Subito dietro si collocano Toscana, Friuli Venezia Giulia e Veneto, segno che il potenziale esiste, ma è ancora concentrato in poche regioni con una forte identità e una riconoscibilità più chiara agli occhi del pubblico straniero.

Su scala europea, il Trentino-Alto Adige è anche la prima regione italiana e si posiziona al settimo posto assoluto nel Cycle Tourism Index, in una top ten guidata soprattutto da territori croati e spagnoli. In testa c’è Istria con 71,12, seguita dalle Baleari con 67,35. Nelle prime posizioni compaiono poi molte regioni della costa adriatica croata, mentre l’Italia riesce a collocare stabilmente solo alcuni territori, confermando una competitività di eccellenza ma ancora non diffusa.
Il report mette inoltre in evidenza un punto decisivo per la lettura del fenomeno: il cicloturismo non ha un solo calendario. Ha invece geografie diverse a seconda della stagione. Per l’Italia, il Trentino-Alto Adige resta il territorio più solido durante tutto l’anno, mentre Sardegna e Liguria mostrano una forte tenuta anche fuori dall’estate. Toscana mantiene un profilo equilibrato, mentre Friuli Venezia Giulia e Veneto esprimono il loro potenziale soprattutto in primavera e in estate. Molte regioni del Sud, invece, sembrano poter trovare nelle mezze stagioni, soprattutto in autunno, la finestra più favorevole per rafforzare la propria attrattività internazionale. Tra le grandi sorprese, la Sicilia che supera la Lombardia e la regione Calabria che si attesta davanti all’Emilia Romagna per l’attrattività nei confronti dei cicloturisti stranieri.

È proprio questo uno degli elementi più rilevanti del Cycle Tourism Index: il fatto che non si limiti a dire quali territori sono forti, ma aiuti a capire quando lo sono davvero. Il rapporto, infatti, non nasce come misura dell’impatto economico complessivo del settore, ma come strumento strategico di benchmark per leggere attrattività internazionale, stagionalità e posizionamento territoriale. In altre parole, uno strumento utile per regioni, enti locali, operatori e filiere che vogliono trasformare il cicloturismo in una leva concreta di sviluppo, destagionalizzazione e competitività.
Il confronto Europeo
Il confronto europeo, in questo senso, manda un messaggio preciso anche all’Italia. La Croazia non emerge solo per l’eccellenza di una singola destinazione, ma per la forza di un vero sistema territoriale lungo l’Adriatico, con più regioni stabilmente nelle prime posizioni. L’Italia, al contrario, appare ancora come la somma di alcune punte molto forti e di molte aree che non hanno ancora costruito un posizionamento internazionale altrettanto leggibile. È una differenza che pesa e che chiama in causa non solo le infrastrutture, ma anche visione, coordinamento e capacità di presentarsi al mercato con proposte territoriali più chiare.
Il Cycle Tourism Index 2026 è stato sviluppato da Bikenomist e Komoot sulla base dei dati aggregati raccolti nel 2025, considerando gli utenti stranieri che hanno completato almeno un percorso ciclistico nelle regioni analizzate. Lo studio copre 14 Paesi europei e rappresenta un primo tentativo strutturato di misurare l’attrattività reale dei territori per i flussi cicloturistici internazionali. Komoot, partner del progetto, conta oltre 50 milioni di utenti nel mondo, mentre Bikenomist è la società che organizza la Fiera del Cicloturismo e che da 15 anni assiste destinazioni e aziende per crescere nel segmento della ciclabilià.
Con la presentazione a Padova, il settore compie quindi un passo importante: per la prima volta, il dibattito sul cicloturismo europeo dispone di uno strumento capace di spostare l’attenzione dalle intuizioni ai dati. E per l’Italia il messaggio è chiaro: il potenziale c’è, i territori forti anche, ma la prossima sfida sarà trasformare queste eccellenze in un vero sistema nazionale.
“Siamo molto felici di aver avviato questa collaborazione con un partner strategico importante come komoot perché, per la prima volta, il settore avrà a disposizione dei dati da cui partire per pianificare le proprie strategie di crescita.” dichiara Paolo Pinzuti, CEO di Bikenomist e “Con il Cycle Tourism Index vogliamo contribuire a rendere il cicloturismo più comprensibile, misurabile e strategico per le destinazioni,” dichiara Fiorenza Favero, Sales Manager di komoot. “Grazie ai dati aggregati della nostra community globale, possiamo offrire una lettura concreta dei flussi e aiutare territori e operatori a valorizzare al meglio il proprio potenziale, sviluppando un’offerta più attrattiva e distribuita durante tutto l’anno.
Maggiori informazioni, visita cycletourismindex.com

