La Spagna punta alla top 3 del cicloturismo europeo

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«La Spagna ha il potenziale per diventare un punto di riferimento nel cicloturismo».

Con queste parole, tratte da un recente approfondimento di RTVE, si fa sempre più chiaro l’obiettivo della Spagna: diventare uno dei tre principali paesi europei per il turismo su due ruote. Un traguardo ambizioso che si basa su investimenti infrastrutturali, una strategia nazionale coordinata e, soprattutto, una nuova piattaforma digitale ufficiale: Spain by Bike.

Nel frattempo, l’Italia continua a occupare una posizione di vertice nelle classifiche del cicloturismo europeo. Ma l’avanzata spagnola rappresenta un segnale importante: come stiamo reagendo? Il nostro primato è al sicuro?

Lo scatto spagnolo: cosa sta facendo la Spagna

Negli ultimi anni la Spagna ha intrapreso una grande accelerazione nel settore del cicloturismo: la decisione è quella di puntare su questo segmento per la valorizzazione dei territori e lo sviluppo del turismo sostenibile. In Spagna, il numero di persone che viaggiano in bicicletta è in costante aumento: il fenomeno sta attirando l’interesse sia delle istituzioni che degli operatori privati. Il cicloturismo è visto come un motore per l’economia rurale e per il rilancio di aree interne, meno battute dal turismo tradizionale.

Tra le iniziative chiave spicca Spain by Bike, la piattaforma ufficiale nata per promuovere e coordinare l’offerta cicloturistica nazionale. Il sito offre una mappa interattiva aggiornata dei percorsi ciclabili, permettendo agli utenti di esplorare itinerari, servizi e informazioni pratiche in modo semplice e integrato.

A supporto di questo strumento digitale c’è una strategia nazionale della bicicletta, che mira a unificare le reti esistenti, favorire la sicurezza dei ciclisti e sviluppare infrastrutture coerenti su scala nazionale. Tra i progetti più ambiziosi c’è l’estensione e il collegamento delle vie ciclabili già presenti, oltre all’integrazione con i percorsi della rete EuroVelo: la Spagna è attraversata dagli itinerari EuroVelo 1 (Ciclovia dell’Atlantico), 3 (Ciclovia dei Pellegrini) e 8 (Mediterranea), che toccano diverse regioni e attrazioni di interesse turistico.

Altro elemento rilevante è il crescente interesse verso il pubblico internazionale: la Spagna sta infatti investendo nella promozione estera del cicloturismo, intercettando una domanda in aumento da parte di viaggiatori nordeuropei, francesi, tedeschi e britannici. L’obiettivo è chiaro: entrare stabilmente nella top 3 europea del settore.

Naturalmente, il percorso presenta anche delle sfide. Secondo RTVE, rimangono aperti nodi importanti legati alla sicurezza dei tracciati, alla gestione omogenea delle infrastrutture tra regioni e alla standardizzazione dei servizi offerti. Un percorso ancora all’inizio, dunque, che richiederà continuità e visione a lungo termine.

L’Italia nel panorama cicloturistico europeo

In questo scenario, l’Italia parte da una posizione di vantaggio. Nella grande maggioranza di report e ricerche europee sul turismo sostenibile, il nostro Paese figura stabilmente tra le mete più ambite per il cicloturismo. A confermarlo sono sia i dati di spesa dei turisti in bicicletta, che l’ampiezza e la qualità della rete ciclabile nazionale, con itinerari che spaziano dalle Alpi alla Sicilia, attraversando borghi, città d’arte e paesaggi iconici.

I punti di forza dell’Italia sono evidenti: una geografia molto variegata che offre esperienze per ogni livello di ciclista (dalle salite alpine ai percorsi pianeggianti lungo i fiumi), un patrimonio culturale e gastronomico unico al mondo, e una crescente attenzione al “turismo lento”, che sposa perfettamente la filosofia del viaggio in bici.

Regioni come l’Emilia-Romagna, il Trentino-Alto Adige, la Toscana e la Puglia si sono già distinte per l’investimento in infrastrutture ciclabili e servizi integrati (bike hotel, noleggi, trasporto intermodale).

Insomma, l’Italia ha già dimostrato di saper interpretare e valorizzare il potenziale del cicloturismo, ma la concorrenza internazionale spinge a non fermarsi.

Minaccia spagnola o stimolo competitivo?

L’avanzata della Spagna nel cicloturismo europeo non può essere ignorata. Il rafforzamento dell’offerta iberica, con strumenti moderni come Spain by Bike, investimenti infrastrutturali e una strategia nazionale chiara, rappresenta sì una possibile minaccia, ma soprattutto un’opportunità per l’Italia di alzare il livello.

Oggi l’Italia gode ancora di un vantaggio competitivo: un’immagine internazionale fortissima legata alla bellezza, al cibo, alla cultura diffusa, e una rete ciclabile in crescita che si estende dal Trentino alla Sicilia. Tuttavia, non basta più puntare solo sulla varietà paesaggistica o sulla qualità dell’accoglienza. Serve una visione nazionale integrata.

Negli ultimi anni sono stati avviati segnali incoraggianti: alcune regioni, come Emilia-Romagna, Trentino, Puglia e Toscana, hanno investito in ciclovie, servizi dedicati e promozione estera. A livello nazionale, sono in corso progetti legati al Sistema Nazionale delle Ciclovie Turistiche, al PNRR e alla promozione del turismo lento e sostenibile.

Tuttavia, manca ancora un coordinamento centrale forte in grado di integrare percorsi, standard di servizio e comunicazione, come sta facendo la Spagna. Ecco perché, più che una minaccia, il modello spagnolo può essere letto come uno stimolo positivo: un invito a fare sistema, ad accelerare sugli investimenti e a credere fino in fondo nel potenziale economico e culturale del cicloturismo.

E per valorizzare l’Italia, un’occasione concreta è rappresentata dalla Fiera del Cicloturismo: un luogo d’incontro per territori, operatori e appassionati, dove promuovere l’offerta, creare sinergie e raccontare in modo coordinato il nostro Paese come destinazione ideale per il cicloturismo. Contattaci per esporre e contribuire al cambiamento.

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